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"Master in Mosaico&Industrialdesign"

Wednesday, 25 January 2012 10:39

Presentato il primo "MOSAICO&INDUSTRIALDESIGN"

Il primo “MASTER in MOSAICO&INDUSTRIALDESIGN”, organizzato dalla Scuola Mosaicisti del Friuli - con il Patrocinio del Corso di Laurea in Architettura dell’Università degli Studi di Udine e della Federazione Regionale degli Ordini degli Architetti del Friuli Venezia Giulia – è stato presentato giovedì 19 gennaio 2012 in Conferenza Stampa presso l’Aula Magna della Scuola Mosaicisti del Friuli a Spilimbergo.
Dopo il saluto e l’introduzione del Presidente della Scuola Mosaicisti del Friuli, Alido Gerussi, la struttura e le finalità del Master sono state esposte da tre illustri relatori coinvolti nel progetto:

Ing. Pietro Piccinetti
Consigliere di Amministrazione Consorzio per la Scuola Mosaicisti del Friuli

Prof. Mauro Bertagnin
Direttore del Corso di Laurea in Architettura, Università degli Studi di Udine

Arch. Massimo Rocco
Segretario Federazione regionale degli ordini degli architetti pianificatori, paesaggisti e conservatori del FVG

Eloquenti le loro parole. Il Master ha l’obiettivo d’integrare le conoscenze teoriche e pratiche sull’arte musiva, sensibilizzando e rendendo consapevoli delle possibilità di applicazione del mosaico tutte le persone e figure professionali cui il Master si rivolge: artisti, architetti, designer, laureandi in architettura o in discipline artistiche.
L’imprenditore Piccinetti si pone come parte attiva nel cercare soluzioni propositive “per combattere la crisi in questo particolare momento storico”. “Il Master in MOSAICO&INDUSTRIALDESIGN – continua Piccinetti – può contribuire a rafforzare le sinergie tra mosaico, architettura e design, valorizzando il linguaggio dell’attualità e creando un forte sodalizio tra il fare e il progettare attraverso stage presso ditte e aziende di settore”. “I corsi – anche in inglese, come sottolinea Bertagnin – ampliano il raggio di coinvolgimento degli interessati, estendendolo a livello mondiale; e la Scuola Mosaicisti del Friuli, per le sue vive potenzialità artistiche, merita una promozione capillare a livello internazionale, anche attraverso figure carismatiche e di spessore come Philippe Daverio per esempio, famoso critico, dotato di forte e appassionata carica comunicativa, che potrebbe figurare tra i relatori del Master”. “In 90 anni di storia – aggiunge poi Rocco – la Scuola Mosaicisti del Friuli ha potenziato la sua eccellenza e ora attraverso il Master questa eccellenza va valorizzata, per salvaguardare e far crescere una sapienza straordinaria, un’arte – come quella del mosaico – connessa con l’architettura fin dall’antichità. A fronte di ciò, la Federazione dell’Ordine degli Architetti sostiene il Master nella sua totalità, esprimendo l’adesione di un ente che rappresenta tutto il Friuli Venezia Giulia”.
Inoltre le contemporanee incursioni del mosaico negli spazi urbani, paesaggistici, architettonici, così come nell’arredo e nel design, sono molteplici, con soluzioni che ancora si possono sperimentare ed esplorare, studiando sinergie con la ceramica, il vetrocemento, con materiali di nuova concezione.
Il Master, che ha un alto profilo didattico-formativo, viene pensato anche come stimolo  per nuove ricerche e veicolo di nuove idee per avviare interessanti progetti.
I corsi dedicati al Master si svolgeranno presso la Scuola Mosaicisti del Friuli, il più importante centro internazionale dell’arte musiva contemporanea, sensibile alla promozione, progettazione e realizzazione del mosaico oggi.

Per ulteriori informazione potete consultare il sito: http://www.scuolamosaicistifriuli.it/

   

Il Presidente Monti cita gli italiani all'estero

Friday, 25 November 2011 12:04

Stralcio del discorso alla Camera dei Deputati del giorno 18 novembre del presidente Monti dove ha citato gli italiani all'estero:

ITALIANI ALL'ESTERO - "Sento molto il tema degli italiani all'estero, soprattutto nel suo significato di ricchezza del paese". "Io stesso- racconta- ho avuto esperienze da italiano all'estero. Per 10 anni ho lavorato alla commissione europea: 5 anni su designazione della presidenza Berlusconi e 5 anni su designazione della presidenza D'Alema. E' un tema che nella mia memoria personale e familiare va indietro nel tempo. Sono nato a Varese, avevo un padre nato in argentina, figlio di emigranti italiani all'estero".

   

Social network, nuovo ponte Comunità virtuali oltre i fogolars

Friday, 11 November 2011 09:40

Dal Convegno di Toronto è emerso il desiderio di scoprire le radici

 

Workshop

Nella seconda fase del convegno dei giovani corregionali del Nord America, del 21-23 ottobre scorso, sono stati i giovani gli indiscussi protagonisti di questo grande evento svolto sulle rive del lago Ontario.

 

Suddivisi in tre gruppi dai coordinatori, Marco Macorich, direttore di Tradeinvest Group di Londra, Lucio Masutti, presidente della società Medea Team di Bratislava e Tomaso Generoso, presidente della confederazione imprenditori italiani nel mondo di New York, hanno potuto dare sfogo a tutto il loro potenziale di idee, proposte e suggerimenti nei tre workshop tematici: “Identità, lingua e cultura”, “Economia, ricerca, innovazione e formazione” e “Comunicazione e informazione”.

 

La lingua italiana

La loro presenza così numerosa e gli interventi puntuali sui temi proposti, ha evidenziato come tra i discendenti dei primi emigranti stia sempre più aumentando il desiderio di riscoprire le proprie radici e la voglia di apprendere la lingua dei loro padri come veicolo di informazione e di conoscenza della realtà italiana e friulana.

Per soddisfare questi nuovi bisogni e mantenere un ponte con le nuove generazioni è necessario quindi intensificare i corsi di lingua italiana nei paesi di residenza e organizzare il più possibile soggiorni culturali in Friuli Venezia Giulia. Proprio questo convegno ha dimostrato infatti che, quando si effettuano soggiorni di studio coinvolgendo giovani motivati, quasi sempre si ha una ricaduta positiva e si stimola nei giovani il desiderio di approfondire la conoscenza e il legame con la loro terra di origine. Parecchi giovani che hanno preso parte in questi ultimi anni a soggiorni di studio in Friuli, organizzati dall’Efasce, hanno continuato a mantenere e a migliorare le conoscenze della lingua italiana e la maggior parte dei giovani che hanno partecipato a questo convegno, soprattutto quelli arrivati dagli USA, avevano frequentato recentemente corsi di lingua italiana nella loro città di origine o partecipato a un soggiorno di studio in Friuli.

 

 

I nuovi mezzi di comunicazione

Nei workshop è stata anche richiamata con forza l’attenzione sull’importanza dell'utilizzo delle nuove tecnologie nel campo della comunicazione, ritenute fondamentali per creare una rete di interazione tra i giovani corregionali. Una strada obbligata per creare delle comunità virtuali interattive e ovviare alla difficoltà di raggiungere fisicamente i sempre più numeroso corregionali che vivono lontano dai tradizionali centri di aggregazione.

Città come Madrid e Barcellona piuttosto che Stoccolma e Tokio si raggiungono solo con questi mezzi e attraverso di essi si può agevolmente costruire una rete di aggregazione per delle comunità virtuali e riunire attorno a progetti comuni esperti nei diversi settori, stabilire nuovi contatti professionali e ampliare la rete di relazioni internazionali tra persone che hanno in comune la terra di origine.

 

Il network

Per rispondere a queste esigenze, l'Efasce, in collaborazione con la Provincia e la Camera di Commercio di Pordenone, ha attivato, da circa un anno, il sito www.pordenonesinelmondo.com, un social network rivolto soprattutto a questa nuova realtà sociologica della friulanità nel mondo e sta riscontrando con soddisfazione che le richieste di iscrizione arrivano, con una certa regolarità, da parte di giovani che risiedono nei posti più disparati dei cinque continenti.

   

Le Conclusioni - Regione: "server" per i giovani all'estero

Friday, 11 November 2011 09:15

L'Assessore: "Raccolte le richieste di una nuova rete"

 

L'assessore regionale del Friuli Venezia Giulia, Elio De Anna, ha tracciato le conclusioni del convegno. La politica d’indirizzo della Regione a chi si occupa di corregionali all’estero non può prescindere dalla globalizzazione, dalla crisi socio-economica che appare ben lontana da una soluzione certa e soprattutto dai nuovi scenari da essa generata.

“Negli ultimi 10-15 anni, accanto alle realtà associative estere nate dall’emigrazione di prima e seconda generazione e dalle relative discendenze giunte ormai alla terza se non alla quarta generazione, emerge un nuovo fenomeno: dai tanti giovani usciti dalle nostre università – dice DeAnna - che vanno per il mondo nel segno della "brain mobilty" alle nostre "inquiete" aziende, guidate da imprenditori in cerca di nuovi mercati, che fanno viaggiare per il mondo i loro prodotti, accompagnati spesso da manager ma anche da tecnici o semplici dipendenti È. Queste persone, giovani laureati, professionisti, tecnici e semplici operai, giunti a destinazione sentono il bisogno di stare insieme come tanti emigranti riuniti in fogolars (friulani), segretariati (pordenonesi), club (giuliani, sloveni). Una nuova forma associativa che sente l’appartenenza come un bene prezioso da utilizzare come marchio doc nella speranza di concludere accordi di reciproco scambio.

I settori sono cambiati: dai lavori manuali delle costruzioni e delle strade si è passati alle autostrade della conoscenza (Università, Istituti di ricerca scientifica, cultura) e degli affari (business to business). “In questi luoghi troviamo i giovani spesso lontani dai tradizionali strumenti associativi che per anni hanno mantenuto il filo della memoria e di appartenenza alla propria Terra di origine. L’idea di aver riunito a Toronto i giovani corregionali del nord America, di averli stimolati con qualificate relazioni di ospiti che vivono realtà apparentemente distanti dalle consuetudini del passato, ha avuto come risposta una straordinaria attenzione”.

“Il risultato finale – prosegue l’assessore - si può condensare nella richiesta di avere a disposizione una rete, un luogo di aggregazione virtuale e indipendente dagli spazi reali rappresentati nei vari stati dai fogolars, segretariati o club. Un luogo virtuale che diventa punto di interconnessione per comunicare e informare tutti, anche chi non vive attivamente momento associativo. La Regione diventa così un "Server", un punto di garanzia nei confronti delle associazioni e nel contempo puntuale riferimento innovativo di processo e di prodotto.

Un alambicco centripeto che riceve le richieste dal mondo, ma anche centrifugo perché facendole viaggiare in rete consente ai giovani di esplorare concretamente ogni possibilità di successo legato alle loro idee e al loro talento”.

   

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